Web e social network: la pericolosità di un mondo anonimo Ormai è all’ordine del giorno.

Sempre più spesso ritroviamo nei media di vario genere notizie che fanno comprendere quanto il mondo del web, essendo ormai alla portata di tutti, rischi di diventare un campo di battaglia per gente che in esso trova ogni sorta di sfogo alle frustrazioni della vita giornaliera.
Neanche il tempo di archiviare la “vicenda” Tiziana Cantone, che pochi giorni dopo sale alla ribalta un’altra donna, Diletta Leotta, a cui sono stati hackerati file del proprio telefono cellulare, e che come unica colpa ha quella di aver fatto, nel suo privato, ciò che fanno tutti senza destare scalpore.
Tante sono le vicende che ogni giorno salgono alla ribalta, ma ancora di più quelle che restano silenziate e passano presto nel dimenticatoio.
Perché il web non fa sconti a nessuno, che si tratti di gente “popolare” o no, tutti sono evidentemente sotto la luce dei riflettori, e ogni passo sbagliato potrebbe diventare motivo di accuse, attacchi e scherno, da parte di persone che dietro uno schermo proteggono la propria faccia e il proprio nome.
Come disse il compianto Umberto Eco pochi mesi prima di lasciarci: “Internet? Ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere”.
Pare che il filosofo e scrittore italiano non sia andato molto lontano dalla realtà dei fatti. Il web diventa quindi una valvola di sfogo per soggetti che rispondono così alle frustrazioni della vita, bombardando la rete di commenti e pareri di cui si farebbe volentieri a meno. Il controllo che si potrebbe attuare non sarebbe mai abbastanza.
Bisognerebbe attuare azioni alla radice, insegnando ai giovani ad utilizzare internet nel miglior modo possibile, e soprattutto facendogli comprendere che il web è sì un mondo virtuale, ma fatto e vissuto da persone reali, con emozioni, storie e vicende.
Questo non andrebbe mai dimenticato.
Dott.Demetrio Tripodi

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